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Marketing vaticano e nuovo brand: il Papa dei poveri

    Foto Ansa   Il pontificato di Giovanni Paolo II si contraddistinse, rispetto al passato, per una straordinaria strategia di comunicazione pianificata nei minimi dettagli, tanto che il vate della pubblicità e della comunicazione politica Jaques Seguela, fu uno di quelli che propose un’enciclica sui mass media. Wojtyla fu definito il Papa televisivo per la sua grande capacità di sposare le logiche mediatiche, attraverso due azioni: la prima fu la grande spontaneità nei comportamenti e nell’uso del linguaggio, esautorando i protocolli secolarizzati, l’altra furono i suoi cento e passa viaggi, in luoghi del mondo dove la chiesa non era mai arrivata, luoghi geografici come luoghi simbolici, come la sinagoga ebraica, e ogni volta organizzati con bagni di folla straordinari. Wojtyila riportò la chiesa cattolica al centro dello scenario internazionale, tanto che a proposito della caduta dei muri, si suole individuare lui come l’artefice di questo evento storico, e...

LA SINDROME DI STOCCOLMA DEL POPOLO ITALIANO

    Foto Ansa   Se facebook è una piazza virtuale dove in qualche modo si misura l’umore della gente, allora un pensiero inquietante può raggiungere chi in questi anni ha vissuto sulla propria pelle e su quella di chi gli è vicino, la tragedia sociale ed economica prodotta da una classe politica, tesa ad auto-conservarsi, proteggendo carriere, rendite di posizione, interessi finanziari, attraverso corruzione e illegalità diffusa. E’ stata definita la casta, ma impropriamente poiché si tratta di un sistema oligarchico, in quanto tale inamovibile, che ha esautorato le prerogative della democrazia.     Foto Ansa   Gli elettori tradizionali della sinistra, partito democratico in testa, hanno inteso individuare nella “destra elegante” di Berlusconi il referente di questo sistema, contro ogni evidenza: è inutile in questa sede fare la lista della spesa dei disastri della sinistra italiana. In realtà il sistema oligarchico è stato costruito...

"Non collaborano, disturbano e sporcano..." Una piccola storia ignobile

 Foto la Nuova     Mentre il dibattito sui risultati elettorali accende i riflettori su un paese che non funziona, c’è una “piccola storia ignobile da raccontare", che descrive molto meglio cos’è l’Italia: è la storia di Maria e Manuele, apparsa ieri agli onori delle cronache cittadine di alcuni piccoli giornali della provincia veneta.   Diciotto anni lei, ventisei anni lui, di origine sarda. Non riuscendo a trovare lavoro nella loro terra decidono di cercare fortuna altrove, l’unica aspettativa è quella di poter vivere in una città di mare. Vanno prima in Toscana e poi in Veneto e individuano Bibbione come luogo dove potersi stabilire. Ma le cose non vanno come dovrebbero. Rimangono senza soldi, e così stazionano a Portogruaro, dormono all’agghiaccio, sotto la neve, mangiano alla Caritas, si lavano a turno nei bar. Qualcuno impietosito ogni tanto gli regala dei biscotti, come ripetono ad una agenzia di stampa veneta.   Riescono a trovare un...

UN PAPA NERO PER ESORCIZZARE LE TRAME DEL VATICANO

  Per chi ha seguito le vicende vaticane nell’ultimo anno, l’abdicazione di Papa Ratzinger, non è stata poi così fulmine a ciel sereno. Che all’interno della Città del Vaticano nessuno se lo aspettasse è una cosa davvero poco credibile. Perché gli scandali che, a vario livello, hanno coinvolto la chiesa cattolica, sono stati denunciati dai mezzi d’informazione attraverso documenti, coperti dall’anonimato della fonte, inviati dai “corvi” interni all'apparato ecclesiale stesso.    Al di là dell’imputazione e della condanna dell'aiutante di camera del Papa Paolo Gabriele, non è pensabile che egli agisse da solo, come è ragionevole supporre che le mani che hanno fatto uscire fuori dal Vaticano documenti e   informazioni fossero di alti prelati per smascherare le trame oscure che dalla sua elezione hanno travolto Benedetto XVI.     Foto AFP Infatti il primo corvo dell’era Ratzinger risale a pochi mesi dopo la sua elezione. Sulla rivista ...

Un omicidio pianificato per una nuova primavera araba

E’ stata una vera e propria esecuzione quella di Tunisi. Chokri Belaïd, segretario generale del Movimento dei patrioti democratici (MOUPAD), di ispirazione marxista, alleati del Fronte popolare, in netta opposizione al governo islamista di Ennahdha, appena uscito di casa, nel quartiere El Menzah, intorno alle 8,15, è stato raggiunto da quattro colpi d’arma da fuoco, sparati a distanza ravvicinata, che hanno colpito la testa, il cuore, la nuca e la schiena.   Foto AP Ma chi sono gli esecutori di questo omicidio? Per il modo in cui è stato eseguito l’agguato sembra chiaro si tratti di professionisti. Secondo l’Agenzia France Presse, l’assassino sarebbe un uomo che indossava un lungo mantello tradizionale di lana con un cappuccio. Il fratello del leader politico assassinato ha immediatamente denunciato il partito al potere come mandante, mentre il primo ministro Hamadi Jebali , si è difeso parlando di un atto terroristico contro la Tunisia. Sembra abbastanza chiaro ch...

Il giorno della memoria perchè non succeda più: ma continua a succedere...

Il 27 gennaio, come ogni anno, da 13 anni a questa parte, si festeggia il giorno della memoria per ricordare al mondo la Shoah, cioè il genocidio di quei sei milioni di persone, prevalentemente ebrei, da parte del nazionalsocialismo, durante la seconda guerra mondiale. Sono passati sessant’anni da quell’incredibile strategia pianificata e sistematizzata di annientamento e ogni volta che si ricorda la shoah, vi è una frase utilizzata canonicamente: “è importante ricordare quei fatti alle nuove generazioni affinchè non si ripetano più.     Ansa     Ogni qual volta quella frase viene ripetuta una ferita grande come una casa si apre tra i sussulti del tempo e della storia, che amplifica ancora di più l’indifferenza verso il passato da parte delle nuove generazioni e questo perché, quella frase è offensiva nei confronti del presente e della cronaca dei nostri giorni. Se milioni di persone oggi sono costrette a fuggire dai loro paesi d’origine, at...

Quel sogno africano infranto sulle sponde della Françafrique

Agli inizi degli anni ottanta in Africa c’era un uomo che aveva fatto un sogno: “ridare l’Africa agli africani”. Questo perché il continente più dominato della storia, dopo aveva superato la fase del colonialismo europeo, era stato invaso dalle multinazionali per lo sfruttamento delle risorse naturali, funzionali al benessere dei paesi ex coloniali, i quali imponevano dinamiche produttive e commerciali che ne impedivano lo sviluppo. A questo si aggiungevano gli autocrati corrotti, che governavano l’Africa, garantiti dai paesi ex coloniali, per legittimare gli affari occidentali. Questi saccheggiavano i loro popoli, usando la spesa pubblica per vivere da nababbi, producendo debiti con l’estero che schiacciavano i ricchissimi territori in una povertà endemica.         In effetti questa non sembra tanto una storia di ieri, perché è anche la storia di oggi, cioè la storia e la cronaca dei paesi africani. Ma la storia dell’uomo che aveva un sogno è sicur...