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Il nuovo olocausto e le leggi razziali di Minniti

di Marco Marano Dietro la fascistizzazione delle politiche migratorie vi è l’obiettivo di intervenire sugli effetti e non sulle cause delle fughe dalle persecuzioni.     Bologna, 7 agosto 2017 - Chi l’avrebbe mai detto che dietro le denuncie contro le ONG che salvano i migranti nel Mediterraneo vi è una organizzazione internazionale fascista . In realtà questa è la più pertinente chiave di lettura rispetto a ciò che concerne il disastro politico e sociale determinato dalle leggi e ordinanze di tipo razziale del ministro Minniti, basate sui respingimenti e sulla militarizzazione del mare contro i rifugiati . Si chiama Imi Security Service l’agenzia militare privata che in incognito è riuscita a piazzare due contractors su una nave di Save The Children, i quali hanno dato vita all’inchiesta sulla Iuventa. Questa organizzazione è collegata ai fascisti di Generazione identitaria, i quali hanno avviato una campagna, Defend Europe, finalizzata ad ostacolare i ...

Una vacanza alla ricerca di senso

di Marco Marano  Nel nord-est del Brasile andiamo alla scoperta del Cearà, in un viaggio alla ricerca di senso, per comprendere come si sviluppano i contrasti nella dimensione tropicale. E' un fatto risaputo che il Brasile sia una  nazione dai forti contrasti . Del resto per la sua vastità è un piccolo continente con quattro fusi orari diversi: dal Rio Branco, all'Amazonia, dall'Ilha Fernando de Noronhain in Pemambuco, al resto del paese tra centro e nord est. Freddo a sud, al confine con l’Argentina, e caldo tutto l’anno nell'area tra i due tropici.Ma parlavamo di contrasti. Quello che abbiamo scoperto riguarda il nord-est, la parte più povera del paese, cioè meno industrializzata. E il Cearà ne è forse la rappresentazione più interessante, poiché la sua capitale  Fortaleza, una sorta di grande “parco giochi” per i nottambuli , è una metropoli frenetica, inusuale dal punto di vista urbanistico, quasi anonima. Poi però se ci si sposta a pochi chilometri si ...

Peppino è vivo e lotta insieme a noi!

Dopo quasi quarant’anni c’è chi  ancora , come il Corriere della Sera, non riesce a dire “ucciso dalla mafia”. di Marco Marano Bologna, 9 maggio 2017 – Chi negli anni ottanta ha fatto le battaglie antimafia nelle università, nei quartieri, nelle strade, ricorderà come quell’attivismo era una vera è propria “Resistenza” non solo alla violenza dei clan ma ad un intero sistema di potere di cui i clan mafiosi erano semplicemente una componente.  Il sistema di potere mafioso non era solo Badalamenti C’era la massoneria , c’era Gladio, c’erano i servizi deviati, c’erano i comitati d’affari, c’era la magistratura deviata, celebre fu il “caso Catania”. Ma c’erano anche le talpe nella polizia. C’erano i colonnelli della Democrazia cristiana che controllavano le correnti e usavano le amministrazioni comunali per bloccare i piani regolatori e sventrare i territori, e questo insieme alla costellazione pentapartitica. C’erano i cosiddetti colletti bianchi c...

Come morire per decoro urbano

Un senegalese inseguito cade senza vita su una sua chiazza di sangue: continua la lotta ai poveri e non alla povertà. di Marco Marano Bologna, 4 maggio 2017 – “ E’ di questa mattina l’operazione del Gruppo Centro volta a contrastare il commercio abusivo su area pubblica su Ponte Fabricio   # municipio1 . Sei i sequestri amministrativi, per un totale di circa trentamila euro di sanzioni . La vendita di borse e portafogli veniva effettuata su lenzuola distese in terra che, oltre a rappresentare un illecito per assenza di titoli autorizzativi, risultava dannosa   anche dal punto di vista del decoro urbano in un sito sottoposto a vincolo paesaggistico.   L’intervento, svolto da agenti in borghese, ha consentito di ripristinare l’ordine in un'area in cui abitualmente avviene un commercio illegale di merce di vario genere. ” Questo comunicato è apparso ieri sulla pagina facebook del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale . Non una parola sul fatto che in se...

Perché è stato arrestato Gabriele?

Anche al presidio di Bologna qualcuno ha continuato a far finta di non sapere, di non vedere, di non capire... di Marco Marano Bologna, 21 aprile 2017 - C'era un misto di tristezza unita a rabbia in quel giovedì 20 aprile in piazza del Nettuno a Bologna. Un tardo pomeriggio in cui una piccola folla si è radunata per portare il suo personale contributo in sostegno a Gabriele Del Grande , il giornalista, che ci piace definire “mondialista”, arrestato in Turchia, al confine con la Siria. Hanno parlato in tanti in quel pomeriggio, un microfono aperto : dal normale cittadino ad un paio di politici, dai colleghi giornalisti a qualche rappresentante delle comunità migranti di Bologna. Tutti hanno espresso il loro dolore, chi con semplicità, chi con una qualche punta di ipocrisia . In alcuni c'era una domanda che veniva lanciata come un grimaldello pesante sulla storia stessa di Gabriele: perché è stato arrestato...? La parola che fa paura: dittatura In mol...

Inaugurato in Italia il reato di orientamento ideologico

E’ la motivazione dei fogli di via agli attivisti, fermati all’ingresso di Roma, per le manifestazioni del 25 marzo contro l’Europa. di Marco Marano Bologna, 29 marzo 2017  – Dovevano partecipare al corteo delle 14,00 dal titolo  “Eurostop” , che partiva da Porta San Paolo per arrivare in Piazza Bocca della verità. Era quello promosso dall’Unità Sindacale di Base,  che vedeva  tante piccole sigle della sinistra anticapitalistica, schierati per l’uscita dell’Italia dall’Europa e dalla Nato . Sono stati  bloccati al casello di Roma nord , provenivano in pulman o in auto dal Piemonte, dal Veneto, dalla Toscana. Giovani e meno giovani, donne e uomini, attivisti No Tav, studenti dei collettivi, protagonisti delle lotte anti sfratto:  più di 150 persone . Niente a che vedere con Black bloc armati fino ai denti, esperti di guerriglia urbana. Eppure sono bastate alcune felpe con il cappuccio, un coltellino per tagliare il formaggio, un fumogeno e una mas...

La strategia della tensione del giornalismo black bloc

Hanno raccontato di tafferugli alla Bocca della verità che non ci sono stati: le cose sono andate in modo diverso. di Marco Marano Roma, 26 marzo 2017 – Il corteo di protesta “Eurostop” per la ricorrenza dei trattati europei a Roma, svoltosi nel pomeriggio del 25 marzo, ha visto il dispiegamento del giornalismo mainstream, “in tenuta antisommossa” , impegnato a raccontare di inesistenti tafferugli causati da imprecisati antagonisti nel pezzo finale del corteo, alla Bocca della verità. In realtà le cose sono andate in modo assai differente , in un surreale scenario dove tra lo schieramento della polizia e i manifestanti c’era un vero e proprio cordone di fotografi e cameramen desiderosi di raccontare qualcosa che non è mai avvenuto. Ma partiamo dall’inizio… Il corteo radunato a Porta San Paolo, alle spalle della Piramide, doveva partire alle 14,00. Già dall’inizio era palpabile l’attenzione della stampa nazionale e internazionale, con un imponente dispiegame...