Passa ai contenuti principali

Il macellaio dei Balcani condannato per genocidio

Ratko Mladic, capo militare serbo bosniaco durante la guerra del 1992-1995, è stato condannato mercoledì per genocidio e crimini contro l'umanità. Il tribunale per la ex Jugoslavia ha inflitto la pena dell'ergastolo.


Più di 20 anni dopo la fine dei combattimenti, il 22 novembre segna una decisione criminale fondamentale sul conflitto nell'ex Jugoslavia. il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY) dell'Aia ha condannato Ratko Mladic all'ergastolo.

Il 74enne ex leader militare serbo è stato processato per genocidio e crimini contro l'umanità, in particolare  per il suo ruolo nel massacro di 8.000 uomini e ragazzi musulmani nel luglio 1995 a Srebrenica e nell'assedio di  Sarajevo.

L'ex ufficiale è stato evacuato dall'aula prima che il verdetto fosse letto dopo aver gridato: "Siete tutti bugiardi!" ai magistrati.

Il processo a Ratko Mladic è iniziato nel 2011 dopo il suo arresto in Serbia. Durante il suo processo, l'ex leader militare non ha mai ammesso un'oncia di colpevolezza, sebbene abbia detto di essere "dispiaciuto per ogni innocente ucciso in ogni campo, in ogni comunità etnica del mondo. Jugoslavia. "

Questo è l'ultimo verdetto emesso dall'International Criminal Tribunal for the former Yugoslavia, l'organo giudiziario delle Nazioni Unite creato nel 1993. Scomparirà il 31 dicembre dopo aver incriminato 161 persone per crimini di guerra commessi nei Balcani.



Notizia AFP

Commenti

Post popolari in questo blog

L'ISLAM DELLA PACE DI ALI

RADIO CENTO MONDI NEWS VALUES "Io non ho nulla contro i Vietcong, nessuno di loro mi ha mai chiamato negro" By Marco Marano   Bologna, 4 giugno 2016 - Il risveglio di oggi è sicuramente triste per chi ha amato Muhammad Ali, sapendo che se n'è andato... Al di là di qualsivoglia simbologia il suo modo di stare sul ring si proiettava in tutto quello che faceva fuori dal ring. Combattere e vincere contro un uomo sul quadrato lo hanno fatto in tanti, lo fanno in tanti, lo faranno in tanti... Anche se mai con il suo stile, tale da trasformare uno sport "violento" in un racconto di umanità unico al mondo... E per questo dobbiamo dirgli grazie per averci fatto innamorare della boxe, anche se oggi, per come è ridotto questo sport, si può benissimo disamorarsene... Ma combattere e vincere fuori dal ring contro tutti, il potere, i media, le grandi holding, i benpensanti lo possono fare in pochi e lui è stato uno di questi... Quando ha sposato l'Isla...

SIRIA: LA RIVOLUZIONE E LA RESA DEI CONTI

foto PeaceRporter Ormai le notizie sulla situazione in Siria si succedono in modo incessane. Sono 150, allo stato attuale, i morti sul campo. E' di oggi la notizia che la cità di Daraa è stata accerchiata dai carri armati del regime. Durante l'ultimo venerdi della collera, che ormai sembra diventato un vero e proprio rituale rivoluzionario arabo, ribattezzato nella versione siriana in "Venerdì della Dignità", sono morte 13 persone. Oltre che a Daraa, in varie città si è combattuto: da Damasco fino ad Hama, diventata città simbolo per la repressione nel sangue da parte del padre dell'attuale presidente nei confronti di una rivolta dei Fratelli Musulmani, era il 1982. foto PeaceReporter Ma forse il momento che meglio fotografa questa rivoluzione e questa autocrazia è stato l'arresto di una intera scolaresca di bambini che intonavano canti contro il potere costituito. Si, perchè la Siria è uno dei paesi più duri, dal punto di vista delle garanzie di cittadi...

«Ci vogliono uccidere!»

Perseguitato in Cile e in Argentina, il popolo Mapuche rivendica la salvaguardia della propria terra contro le speculazioni delle holding occidentali Notizie dai margini del mondo by Marco Marano Bologna, 13 gennaio 2017 –  Picchiati, trascinati per i capelli, minacciati, soggetti al fuoco ravvicinato delle forze dell’ordine… E’ così che si apre il nuovo anno per il popolo Mapuche, i nativi della Patagonia tra Cile e Argentina: 1.000.000 nel primo, 500.000 nel secondo. Intorno a mezzogiorno di mercoledì 11 gennaio, nella comunità cilena di Trapilwe Mawidache, presso la zona di Makewe, nel Comune di Freire, a sud di Temuco, un’area letteralmente militarizzata, in seguito ad un controllo d’identità dei carabineros, tre donne, di cui una minorenne, sono state fermate, minacciate con le armi in pugno e picchiate, per poi essere caricate su un veicolo delle forze dell’ordine, dove le sevizie sono continuate. Come riferisce a Radio Villa Franca l’avvocatessa delle tre...