giovedì 11 luglio 2013

IL BRASILE ESPLODE: TUTTI ADDOSSO ALLA PRESIDENTESSA

 
Foto Ansa
 
Le città brasiliane sono ormai quasi giornalmente prese d’assalto dalle proteste popolari. Oggi, 11 luglio, esse diventano lo scenario dove viene rappresentato un paese che si dice economicamente in crescita, ma anche dove ci sono le favelas… Oggi c’è il grande sciopero generale: 18 città, 12 capitali statali, Rio, Pernambuco, Bahia e Espírito Santo, San Paolo, Belo Horizonte,  São Luís.

“A San Paolo - megalopoli con venti milioni di abitanti e capitale economica del paese - fin dal mattino sono state bloccate alcune autostrade, così come è successo d'altra parte nelle strade di Santos e di altre città portuali”.

“Alla 'Giornata nazionale di lotte' aderiscono tra gli altri il Movimento dei contadini senza terra (Mst) e le principali sigle sindacali del Brasile, dalla Centrale unica dei lavoratori (Cut) all'Unione generale dei lavoratori (Ugt). Molti dei rappresentanti delle categorie che aderiscono alla protesta sono spaccati sul sostegno da confermare al governo guidato da una presidente di sinistra, Dilma Roussef, che è anche esponente di un partito - il Pt - da sempre vicino alle lotte operaie.”

Le città sono dunque in questo momento i luoghi dove lo scontro sociale è altissimo e la Presidentessa deve riuscire a tenere testa ormai a tutte o quasi le categorie sociali, come quella dei sindaci, riuniti a Brasilia . In tremila hanno partecipato alla 16/ma Marcia in difesa delle città, organizzata dalla Confederazione Nazionale dei Comuni. Si attendava l’intervento della Presidentessa Dilma Rousseff, la quale, dopo le contestazioni dei giorni scorsi durante la Confederation Cup, aveva annunciato delle riforme strutturali per rispondere al malcontento sociale, soprattutto sui temi legati al fenomeno diffuso della corruzione nel comparto pubblico.

La Presidentessa ha parlato di una serie di interventi in favore delle città: più risorse per la salute e l'educazione, per un importo di 3 miliardi di dollari. “Essi saranno trasferiti in due rate: una nel mese di agosto di quest'anno e la seconda nel mese di aprile 2014. Ha anche annunciato l'espansione dei finanziamenti del Programma Cure Primarie con 600 milioni di dollari l’anno” (Folha de S. Paulo).

Il sostegno al “Sistema Unico della Salute”, una sorta di “Sistema Nazionale Sanitario” italiano, diventa uno dei punti prioritari della strategia che la Rousseff si è data per affrontare il 2014, anno dei mondiali e delle nuove elezioni presidenziali, eventi collegati visto le ondate di protesta di questa estate: in tal contesto la rielezione potrebbe essere a rischio. Infatti ai sindaci ha annunciato una serie di cifre: cinque miliardi e mezzo di dollari per riorganizzare l’intero sistema sanitario, tre miliardi di dollari per le “Squadre della salute”, poco più di tre miliardi per i 2000 asili nido. Inoltre tutte le città sotto i cinquantamila abitanti possono accedere al programma “Minha Casa Minha Vida”.
 
Appena scesa dal palco la Presidentessa è stata massicciamente fischiata. Paul Ziulkoski, il Presidente della Confederazione dei Comuni, chiariva il motivo del dissenso, che riguarda l’ammontare di denaro che lo stato stanzia ogni anno per i comuni, le cui cifre vengono annunciate proprio in questo evento. Infatti esiste il cosiddetto Fondo di Partecipazione ai Comuni che raccoglie il 2 per cento delle risorse federali, mentre le cifre snocciolate dalla Rousseff revisionano il fondo stesso poiché le risorse si fermano all’1,3 per cento.
 
Lo scontro tra i sindaci e la Presidentessa era già cominciata l’anno passato, quando durante il medesimo evento, si aprì un contenzioso sui ricavi dei proventi dell’estrazione petrolifera, al momento un’altra questione spinosa che i sindaci rivendicano a gran voce. Già durante la cerimonia di apertura dell’evento di quest’anno gli amministratori locali manifestavano il loro dissenso nei confronti della più alta carica dello Stato per la sua assenza all’innaugurazione.
 
 
Il futuro per il Brasile è irto di ostacoli, la Presidentessa sta cercando di rispondere alla situazione esplosiva con la proposta di un'assemblea costituente per la riforma complessiva del sistema politico, dove corruzione, lotta ai privilegi e garanzie sociali vengano combattuti alla radice.

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