mercoledì 29 giugno 2016

«Gli assassini con cui vi siete intrattenuti e che avete tollerato adesso commettono i massacri»

RADIO CENTO MONDI NEWS VALUES



«Les assassins que vous avez entraînés (Syrie) et tolérés commettent des massacres». Questa frase è stata ripresa dal quotidiano francese Liberation all’interno di un articolo sulla cronaca del nuovo attentato di ieri sera presso l’aereoporto internazionale Atatürk di Istanbul, costato la vita, allo stato attuale, a 36 persone, con 147 feriti.

By Marco Marano


Bologna, 29 giugno 2016 – E' una frase significativa quella che il giornale parigino ha riportato da Twitter. Una frase importante di un cittadino il cui senso sintetizza la situazione che sta vivendo una delle città culla della storia come Istanbul e che nessuno degli organi d’informazione italiani mainstream si sognerebbe di connotare. Una frase che racconta la stretta vicinanza del governo autoritario del presidente turco Erdoğan con l’Isis, autore delle stragi, per il periodo tra il 2012 ed il 2015, e che ha visto Istanbul come snodo logistico verso il confine con la Siria…

E’ questo infatti il contesto per comprendere la serie di attentati che da inizio 2016 hanno investito la megalopoli turca… Il 12 gennaio, presso la centrale piazza Teodosio, nel quartiere storico di Sultanahmet, dove sono concentrate le moschee e quindi le maggiori presenze turistiche, un uomo si fece esplodere uccidendo 13 cittadini tedeschi. Poi c’è quella del 19 marzo, a ridosso della piazza di Galatasaray, a pochi metri da un centro commerciale: cinque morti, di cui due cittadini americani, due israeliani e un siriano, a questi si aggiungano i 36 feriti, un terzo dei quali stranieri.

A Istanbul la rete di affiliati all’Isis è estremamente strutturata, anche perché a differenza di Bruxelles o Parigi, ha potuto ramificarsi negli anni grazie al sostegno dell’intelligence turca: il famigerato MIT. Gli intrecci segreti tra il governo e il sedicente Stato islamico si sono concentrati tradizionalmente su tre ambiti legati alla Siria. Da un lato la logistica per i foreign fighters, che da varie parti d’Europa atterravano all’aereoporto Atatürk. Da Istanbul venivano poi portati ad Adana in attesa di varcare il confine con la Siria. Poi i traffici: armi e petrolio di contrabbando. Su quest’ultimo aspetto ci fu la denuncia di Can Dündar e Erdem Gül, direttore e caporedattore del giornale "Cumhuriyet". Le rivelazioni di questi traffici, attraverso un’inchiesta giornalistica, ai due reporter è costata un’accusa di diffusione di segreti di stato e una consequenziale condanna a cinque anni…


La domanda da porsi è cosa possa essere cambiato nel 2016, rispetto al passato, tra i due tradizionali partners. Qualcuno parla di questa nuova sintonia con Mosca, ma in gennaio e poi in marzo con Putin sembravano volersi dichiarare guerra a vicenda...

Potrebbe essere una ipotesi che le autostrade turche della jihad verso la Siria sono state chiusa grazie all’accordo economico di sei miliardi di euro tra la Turchia e l’Unione Europea, per impedire ai rifugiati di arrivare in Europa? E potrebbe essere questo tema, cioè interrompere la partnership con l’Isis, uno dei punti, segreti, per sottoscrivere il patto economico con l’Europa?



Fonti: Liberation
Credits: AP, CNN




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