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Burgas, avamposto delle contraddizioni europee

Burgas è la terza città della Bulgaria. Si affaccia sul mar Nero, ed è molto movimentata nel periodo estivo, vista la sua bella spiaggia, sovrastata da un parco che si allunga per tutta la costa. Il minuscolo aereoporto accoglie gli stanchi viaggiatori che arrivano dall’estero, poiché i collegamenti sono poco dinamici: dall’Italia occorre fare due o tre scali a seconda della compagnia. Entrare nella realtà di questa città, porta in qualche modo ad immergersi dentro le contraddizioni di un paese che dal 2007 è entrato nell’UE, con un’organizzazione sociale scarsamente attrezzata ad affrontare le sfide del nuovo millennio, nel contesto di un’Europa che non riesce a far quadrare i costi sociali della crisi economica internazionale.            Hristo ha ventisei anni, ha studiato in Italia e lavora come insegnante in una scuola elementare. Lo incontriamo all’interno del workshop internazionale svoltosi a Burgas sullo scambio ...

PER LE STRADE DI ISTANBUL

  Il risveglio dell’Imam, dagli altoparlanti che rimbombano in tutta la città, è alle sei del mattino, ma il venerdì, giorno di preghiera ufficiale, per tutti i paesi islamici, dura un po’ di più. Nelle moschee è il giorno in cui i turisti difficilmente possono entrare, data la sacralità della giornata, ma in quella principale di Sultanahmet, i credenti e i turisti si mischiano. In molti dicono che quella sia la più grande, ancor di più della celeberrima moschea blu. Sultanahmet è il quartiere che rappresenta il cuore di Istanbul, il cui punto nevralgico è la piazza che ospita l’imbarcadero, da cui si può prendere il battello per fare il tour sul mar di Marmara, tra la costa asiatica e quella europea.   Come è noto, prima di entrare nella moschea occorre togliersi le scarpe e le donne devono indossare un copricapo. Senih, la nostra guida, si arrabbia con un paio di turiste entrate senza questo accorgimento: "io non sono musulmano, ma è una questione di rispett...

Articolo dieci

AP L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. (*) (*) La legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, ha disposto che l'ultimo comma dell'art. 10 e l'ultimo comma dell'art. 26 della Costituzione non si applicano aidelitti di genocidio.

Il giorno dell'ecatombe nel canale di Sicilia e i pianti di coccodrillo di una classe politica inetta

      Cinquecento esseri umani stipati in un barcone si dirigono verso le coste italiane. La maggior parte di loro sono somali ed eritrei che fuggono da guerre tribali trentennali. Perchè, occorre dirlo, bisogna smetterla con questa storiella che i migranti vengono a cercare una vita migliore, l'ottanta per cento dei migranti che arrivano via mare, scappano dai loro paesi per salvarsi la vita. Sarebbe cosa buona e giusta che i mezzi d'informazione spiegassero cosa succede in Eritrea o in Somalia o anche in Siria, al di là della linea rossa disegnata dal governo americano... Una volta entrati nel canale di Sicilia tre pescherecci li avvistano e malgrado quella povera gente invochi il loro aiuto questi fanno finta di niente. Certo, sono lì per lavorare, devono pescare, hanno le loro famiglie a cui badare, anche perché spesso, a quei pescherecci che lavorano in quel pezzo di Mediterraneo, capita, quando raccolgono le reti, di trovare corpi o pezzi di corpi impi...

Il primo assassinio fascista nella Grecia agonizzante

   AFP     Pavlos Fyssas viveva al Pireo, che per chi conosce Atene, è una città nella città, quasi 180 mila abitanti, con una sua identità molto forte rispetto al resto della capitale greca, non solo perché lì vi è il terzo porto più grande del mondo, il primo in Europa, o perché c’è la squadra dell’Olimpiakos, che ha sempre ben figurato nello scenario internazionale, ma perché c’è un senso di appartenenza ben radicato. Solitamente ad una persona che nasce lì, quando gli viene chiesto da quale città proviene, non risponde Atene ma Pireo. La prossimità alla capitale è dimensionata da un dedalo di sobborghi senza continuità con il centro di Atene, dando il senso di un territorio staccato dal resto della città. E da una di queste zone proveniva Pavlov, Amfiali, nel sobborgo di Keratsini. A 34 anni era abbastanza conosciuto nel suo quartiere perché era artefice di manifestazioni ed eventi, come anche in altre zone della città, dove poteva far conflu...

IL MODELLO TURCO E LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE

Reuters Le proteste di massa dell’estate 2013, che hanno visto il popolo turco sfidare il governo del primo ministro Erdogan, sembravano cadute nell’oblio dopo gli sgomberi di piazza Taksim, divenuta nuovo simbolo delle proteste popolari. Se all’inizio i motivi delle contestazioni erano legati ad un parco da demolire per farvi un supermercato, le nuove mobilitazioni hanno preso vita in seguito alla morte di un giovane di 22 anni, colpito alla testa da un candelotto, durante una manifestazione. Sia la prima che la seconda volta il capo del governo ha voluto usare la mano pesante sui manifestanti, stigmatizzati come terroristi, utilizzando strumenti e metodologie antisommossa estremamente violenti, tanto da dover subire i richiami dei paesi europei, sulla libertà di manifestazione. C’è da riflettere sul fatto che la Turchia sia una democrazia presidenziale, dove il popolo ha eletto un governo legato alla dimensione islamica. Erdogan è a capo di un partito epigono dei Fr...

Kiev, Tunisi, Parigi: il movimento Femen nell’epoca delle crisi internazionali

  Foto AFP              Era il 2008 quando in Ucraina nacque Femen, un movimento di giovani donne con l’intento di scagliarsi contro la situazione di genere in Ucraina, dal turismo sessuale alla subalternità maschile. Anna Hustol, la fondatrice, fu spinta a denunciare, inizialmente, le condizioni di molte ragazze fatte arrivare con l’inganno in varie parti d’Europa, e costrette a prostituirsi. In quel periodo Lehman Brothers era già fallita e il mondo occidentale scopriva improvvisamente di essere imploso, dato che la crisi economica si era già diffusa come una epidemia. A Kiev, questo gruppo di ragazze iniziava a far parlare di se per il suo originale modo di protestare, esponendo i seni sui quali venivano scritti gli slogan della protesta. Erano, e sono, veri e propri raid, che il più delle volte lasciano di sorpresa organizzatori e sicurezza.      Se la   lotta al sessismo e alle discriminazioni sono i due cavalli di battaglia tematici,...