Passa ai contenuti principali

GIRO. 8a tappa Spoleto - Prati di Tivo: Pocagar continua a dominare

Il campione sloveno vince la sua terza tappa in versione allenamento: il Giro d'Italia parla solo delle sue imprese.

Una fuga di quattordici corridori ha caratterizzato la prima parte della gara: tutti uomini lontani dalla testa della classifica, il più vicino a circa cinque minuti. Secondo l'ovvio del tifoso o del commentatore comune basta stare tranquilli e riposarsi, magari nel finale recuperare qualcosa... Ma il campionissimo sloveno ancora non riesce ad essere compreso da tanti... 

Del resto lo ha detto ieri che aspetta le montagne come allenamento per il Tour. Così, non solo ha controllato la corsa insieme alla sua squadra da subito, ma ad una manciata di chilometri il polacco Majka, si mette alla testa del gruppo tirando il campionissimo.

Poi, Rafal Majka si stacca e il Cannibale resta da solo a rintuzzare gli attacchi di questo o di quello, riprendendoli immediatamente, col suo solito stile sempre seduto, senza alzarsi sui pedali: sembra davvero una normale seduta di allenamento. E questa facilità muscolare che lo rende irraggiungibile consegna una verità inequivocabile: Pogacar è un campionissimo, e per leggere le sue imprese occorre utilizzare categorie che nel ciclismo contemporaneo non si vedono dai tempi di Pantani.

Così la salita si inerpica, e negli ultimi dieci chilometri si passa dal sette a dodici percento. Tutti si attendono uno scatto, a pochi chilometri dall'arrivo, di Pogacar, e lui fa decidere alla squadra cosa fare: "Erano i miei compagni che dovevano decidere se vincere la tappa..." E lui li ha accontentati, visto che non c'era bisogno di scattare, Majka ritorna in testa e gli tira la volata: ha vinto imponendosi allo sprint su Martinez, O'Connor, Tiberi, Thomas e Rubio.


CLASSIFICA: Pogacar in rosa, Martinez a 2,40, Thomas a 2,58.



Commenti

Post popolari in questo blog

L'ISLAM DELLA PACE DI ALI

RADIO CENTO MONDI NEWS VALUES "Io non ho nulla contro i Vietcong, nessuno di loro mi ha mai chiamato negro" By Marco Marano   Bologna, 4 giugno 2016 - Il risveglio di oggi è sicuramente triste per chi ha amato Muhammad Ali, sapendo che se n'è andato... Al di là di qualsivoglia simbologia il suo modo di stare sul ring si proiettava in tutto quello che faceva fuori dal ring. Combattere e vincere contro un uomo sul quadrato lo hanno fatto in tanti, lo fanno in tanti, lo faranno in tanti... Anche se mai con il suo stile, tale da trasformare uno sport "violento" in un racconto di umanità unico al mondo... E per questo dobbiamo dirgli grazie per averci fatto innamorare della boxe, anche se oggi, per come è ridotto questo sport, si può benissimo disamorarsene... Ma combattere e vincere fuori dal ring contro tutti, il potere, i media, le grandi holding, i benpensanti lo possono fare in pochi e lui è stato uno di questi... Quando ha sposato l'Isla...

C'è un solo uomo sul tetto del mondo, il suo nome è Tadej Pogacar

L'affermazione d'imperio del Campionissimo sloveno alla 111a edizione del Tour de France, dopo averne vinti altri due e aver conseguito quest'anno la doppietta con la vittoria al Giro, catapulta nella storia il suo schema di corsa, facendolo avvicinare al primo grande Cannibale: Eddy Merckx. di Marco Marano Fate largo, dunque, al nuovo imperatore del ciclismo contemporaneo: Tadej Pogacar. Il nuovo cannibale, anzi il cannibale gentile ha imposto anche al Tour de France il suo potere assoluto. E lo ha fatto “stracciando” fior di campioni, diversamente dal Giro, i campioni dell’oggi: dal vecchio Primoz Roglic , ritiratosi per incidente, all’antagonista di sempre Jonas Vingegaard , presentatosi in spolvero dopo l’infausto incidente, di pochi mesi fa. E ancora Remco Evenepoel , l’altro competitor delle corse a tappe. Lo schema Pogacar Li ha eliminati dal gioco applicando il suo originale schema di corsa : prendere la maglia nei primissimi giorni, attaccare negli ultimi chilo...

LA DEMOCRAZIA COMUNITARIA KURDA DIVENTA IL MODELLO DELLA NUOVA FEDERAZIONE DEL NORD DELLA SIRIA

RADIO CENTO MONDI NEWS VALUES Mentre proseguono a Ginevra i negoziati di pace tra la variegata costellazione di organizzazioni che combattono sul territorio e le autorità siriane, con la presenza ombra della Turchia e della Russia, gli unici a non essere invitati, cioè le forze di resistenza kurde, quelle che maggiormente hanno inflitto danni militari all'Isis, si sono riuniti nel nord est del paese per creare una regione autonoma con a nascita della "Federazione del nord della Siria" By Marco Marano Il Partito dell’Unione Democratica (PYD), la principale formazione kurdo-siriana ha riunito, nella città di Rmêlan, 150 rappresentanti delle organizzazioni presenti in una vasta area che parte dalla striscia di 400 chilometri al confine tra la Siria e la Turchia: dal Rojava, alla regione di Shehba, fino all'area di Aleppo. Le "etnie" presenti sono tra le più varie: arabi, kurdi, armeni, turcomanni, ceceni, siriani.     Una vera è propria...