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OBAMA E IL DREAM ACT CHE HA CAMBIATO L’AMERICA

Foto AP   Lo scrittore americano Norman Mailer già negli anni sessanta descriveva gli Stati Uniti in termini di estasi e follia. Si, perché questa immensa nazione è capace di rappresentare se stessa attraverso oscurantismo e progresso civile insieme. E anche questa volta l’America non si è smentita, perché la capacità di far coesistere la condanna a morte con i matrimoni gay e addirittura la legalizzazione della marijuana non è cosa da poco. E ancora, la possibilità di mettere insieme in una campagna elettorale temi oltranzisti come quelli degli evangelici repubblicani quali l’aborto a tutti i costi, anche in seguito ad uno stupro, poiché è comunque una decisione divina, con l’idea di una società dove “il figlio di un artigiano della North Carolina se vuole può diventare un ingegnere o uno scienziato”, la dicono lunga sulla dimensione estatica di questo paese. Ma questo è solo il corollario di una nazione che ha già cambiato pelle. Si perché queste elezioni...

SICILIA E CILE, DUE SISTEMI OLIGARCHICI A CONFRONTO

    Il 28 ottobre 2012 è stato il giorno in cui in due parti opposte del mondo si sono tenute delle importanti consultazioni elettorali: in Sicilia e in Cile. Vista così questa notizia ha semplicemente il sapore della coincidenza temporale e niente di più. Però, se si vanno a confrontare le due tornate elettorali, si possono riscontrare delle interessanti similitudini davvero, al di là del fatto che la Sicilia è un territorio regionale e il Cile è una nazione, e che nella regione del sud Italia si è votato per il governo regionale, mentre in Cile per le amministrazioni locali. La prima grande similitudine è sicuramente il forte livello di astensione, il 53 per cento in Sicilia e il 55 per cento in Cile. La seconda è che sia nell’uno che nell’altro contesto ha vinto una coalizione di opposizione alla destra di governo. Nel paese latino-americano l’Alianza por Chile del Presidente Sebastián Piñera, eletto alle presidenziali del 2009, è stata sconfitta nelle principal...

ALLA RICERCA DI UNA SOCIETA' SOSTENIBILE

La filiera sociale responsabile come nuova governance per un modello di società in crisi      Nelle ultime due settimane sono stati pubblicati due rapporti socio-statistici che hanno fotografato la società italiana in relazione al mondo dell'immigrazione in Italia: Confesercenti sulle imprese dei cittadini immigrati e Caritas Migrantes sui numeri dei soggiornanti e le loro modalità di insediamento. Contemporaneamente, è uscito un altro rapporto statistico dell’Istat sui numeri della disoccupazione. Un’attenta lettura di questi dati ci mette al corrente di uno scenario sociale di cui non sia ha coscienza, perché le trasformazioni di tutto quello che ci sta intorno viene avvertito solo quando il nostro benessere viene messo in discussione, cosa che, comunque, ormai la crisi economica ha determinato e non solo per il presente ma anche per le generazioni future.   In Italia oggi ci sono quasi tre milioni di disoccupati tra giovani e meno giovan...

LA NAZIONE DEI POPOLI IN FUGA

“Abidjan ormai è a ferro e fuoco. Gruppi armati si sparano addosso in una città fantasma dove non circola più nessuno, anche perché, come ormai da dieci anni, la popolazione viene presa di mira dalle parti avverse. Le condizioni igenico-sanitarie sono problematiche, manca l’acqua e l’elettricità: è una vera e propria crisi umanitaria...” Era questo il ritratto della situazione nella capitale commerciale ivoriana appena un anno fa, quando il presidente golpista Gbagbo aveva scatenato l’ultimo pezzo di una guerra civile durata, tra “alti e bassi”, una decina d’anni, anche quando una volta perdute le elezioni, vinte da Ouattara, aveva deciso di non abbandonare il potere… Solo in quell’ultima fase di instabilità politica in Costa d’Avorio ci fu un esodo 200 mila persone, che fuggivano verso i paesi limitrofi come anche verso l’Europa. Tornano alla mente le immagini di donne, uomini, vecchi, bambini che si spostavano come potevano dai luoghi di conflitto: chi a piedi, chi in m...

AMNESTY ACCUSA L’ITALIA: BASTA CON LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

foto Amnesty International Sono passati pochi mesi dal febbraio del 2012, quando cioè la Corte Europea dei Diritti Umani aveva censurato l’operato del governo Berlusconi che, grazie ad un accordo, tenuto nascosto nei suoi contenuti, in tema di immigrazione clandestina, con il dittatore Gheddafi, aveva effettuato un cosiddetto “Push-Back” cioè un respingimento, rimpatriando forzatamente 11 somali e 13 eritrei in Libia, come parte di un gruppo di circa 200 persone, che avevano lasciato le coste africane su tre imbarcazioni nel tentativo di raggiungere il “Bel Paese”. In quel caso l’Italia non ha rispettato la Convenzione di Ginevra sul riconoscimento del diritto di asilo politico da parte di chi rischia la vita nel proprio paese, non solo, ma ha anche ignorato il fatto che rispedire al mittente dei cittadini sub sahariani in Libia significava esporli a violenze e torture, come poi è stato. All’indomani della censura da parte dell’Alta Corte di Giustizia, il neo President...

IL CONCETTO DI ANTIPOLITICA NELLE OLIGARCHIE MEDITERRANEE

Foto Ansa C’è una parola che da qualche tempo rimbalza qua e là, tra le bocche dei politici italiani o le pagine dei media: “antipolitica”. Spiegava Saviano, in una delle sue apparizioni televisive, come le parole siano state espropriate dei loro significati. Parole importanti come famiglia e onore ad esempio sono diventate sinonimi di mafiosità. Al di là di qualsivoglia interpretazione semiotica, la verità è che il rapporto tra significante e significato, cioè tra piano del contenuto e piano della forma di sassuriana memoria, non è più legato allo specifico linguistico di un paese ma piuttosto al contesto storico-sociale in cui si evolve. Il concetto di antipolitica riporta a significati legati alla negazione della politica quale strumento per la salvaguardia del senso di comunità, del bene pubblico, del benessere sociale. Perché è di questo che la politica dovrebbe occuparsi. Del resto, questi sono gli elementi fondamentali dello statuto etico su cui si regge un sist...

L’hogra, il potere e la rivoluzione rubata

 foto ANSA "Vedrai che prima o poi le cose si aggiustano anche per noi!" Glielo ripeteva sempre al fratello minore Salem. Che forza d’animo che aveva questo piccolo grande uomo, in quel centro agricolo a 160 chilometri da Tunisi. E chissà che anche quella mattina, che avrebbe cambiato il mondo arabo, Mohammed non l’avesse pensato, cioè che un giorno avrebbe potuto mettere a frutto quella laurea in Lingue e Letteratura araba, appesa al muro nella casa dei suoi genitori, come un vanto, ma forse soprattutto come un simbolo di speranza, per riscattare l’intera famiglia. Il 72 per cento dei disoccupati tunisini hanno dai 15 ai 29 anni, di questi il 60 per cento sono laureati. Paradossalmente però la disoccupazione non era la cosa peggiore da sopportare ai tempi di Ben Alì, peggio di tutte era l’ hogra , cioè l’umiliazione imposta dal potere assoluto delle autorità e dal disprezzo riversato nei confronti dei cittadini comuni. Solo chi ha vissuto in terre governate dalla mafia...