Foto AP Lo scrittore americano Norman Mailer già negli anni sessanta descriveva gli Stati Uniti in termini di estasi e follia. Si, perché questa immensa nazione è capace di rappresentare se stessa attraverso oscurantismo e progresso civile insieme. E anche questa volta l’America non si è smentita, perché la capacità di far coesistere la condanna a morte con i matrimoni gay e addirittura la legalizzazione della marijuana non è cosa da poco. E ancora, la possibilità di mettere insieme in una campagna elettorale temi oltranzisti come quelli degli evangelici repubblicani quali l’aborto a tutti i costi, anche in seguito ad uno stupro, poiché è comunque una decisione divina, con l’idea di una società dove “il figlio di un artigiano della North Carolina se vuole può diventare un ingegnere o uno scienziato”, la dicono lunga sulla dimensione estatica di questo paese. Ma questo è solo il corollario di una nazione che ha già cambiato pelle. Si perché queste elezioni...
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